Hey tu, deluso

Quindi Nicola Zingaretti, con oltre 2/3 dei consensi del popolo delle primarie del Partito Democratico, è divenuto il nuovo segretario del Pd. Eredita un partito alla disperata ricerca di tradurre quei consensi in voti già ai prossimi appuntamenti elettorali per elevarsi dall’abisso in cui è sprofondato nelle politiche dell’anno scorso. I primi discorsi del neosegretario, oltre ad invitare le energie interne ad uno spirito unitario, collaborativo, criticano apertamente il governo in carica ma si rivolgono al contempo con voce benevola ai delusi di Lega e M5S.

Quello che Nicola Zingaretti forse dimentica di tenere in debita considerazione è l’incipit del romanzo “Anna Karenina” di Lev Tolstoj: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. Infatti, se dai dati del trend economico egli legge una conseguente delusione del mondo imprenditoriale del Nord produttivo nei confronti della Lega, c’è da chiedersi queste figure come entrino in gioco nell’interpretare l’emorragia di consensi registrata prima nei sondaggi poi nei fatti dal M5S.

La tradizionale “vocazione maggioritaria” del Pd, il “maanchismo” di veltroniana memoria teso ad includere nel partito le aspirazioni di tutto e del contrario di tutto sono già stati sperimentati come fallimentari. La sinistra tradizionalmente intesa fatica a trovare consenso perché se tu convinci un operaio, questi al massimo coinvolgerà i suoi stretti familiari, se tu convinci un industriale, questi potrà coinvolgere i suoi partner d’affari, i suoi operai e si scatenerà un meccanismo a catena di consenso di più vasta portata.

Ma un partito è un partito, parteggia per una parte, per un’idea che non può essere opaca di società. Deve avere il coraggio di dire cosa è e cosa vuole. Deve offrire un’interpretazione limpida della realtà. E’ quello che fa ad esempio la Lega, per quanto opinabili siano le sue battaglie, per quanto si possa discutere la sua “narrazione” essa è coerente. Difficilmente Zingaretti riuscirà nell’ascesa dei consensi che è riuscita a Salvini se dimentica questo, se vorrà sorridere a dritta e a manca. Il popolo delle primarie si assomiglierà, ma fuori da questo ci sono mille sfaccettature diverse di infelicità.

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