Seicento

Secondo i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità, tra il 2002 e il 2015 sono nati a Taranto 600 bambini con malformazioni congenite, “con una prevalenza superiore all’atteso” – si legge nello studio – “calcolato su base regionale”. Inoltre, sempre secondo lo studio, è in eccesso rispetto all’atteso anche il numero di tumori osservati in età pediatrica e giovanile. Il dato di 600 bambini nati malformati è presente nella valutazione del danno sanitario dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal (ex Ilva). Si chiede quindi il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli – e io modestamente mi chiedo lo stesso – come mai non è stata resa pubblica questa notizia per tempo, perché è stata rinviata la presentazione degli esiti dell’indagine epidemiologica disponibili già un anno fa?

C’è la sensazione che anche il “governo del cambiamento” sia disposto a barattare cinicamente la salute con il lavoro, piuttosto che promuovere un ripensamento complessivo della politica industriale italiana in termini d’uno sviluppo sostenibile dall’ambiente, dall’uomo, dai beni e dal bene delle nuove generazioni. Anche in questo si pesa il valore del grido “Onestà!” fatto proprio dal M5S, che non può significare solo evitare la corruzione nell’amministrazione della res publica, ma anche promuovere una gestione trasparente e tutelare la popolazione dalle esternalità negative, vieppiù se gravi, delle proprie scelte politiche.

Come potranno studiare, lavorare, e aspirare ad una vita normale quei 600 bambini? Come può non anestetizzarsi la coscienza di un politico che accetta un tale danno sanitario, ne cela la notizia, non si interroga se esistano vie migliori per lo sviluppo economico di Taranto? Come possono i cittadini di Taranto non disilludersi?

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