Poi è tardi

Non crediate che nella vita ogni età è buona. L’età della pura formazione dura il vostro primo quarto di secolo, poi ogni anno che vi aggiungete ancora è un anno di ritardo. Sperate di nascere e di crescere in una famiglia che non viva critiche difficoltà economiche, tali da non potervi sostenere negli studi; sperate di nascere e di crescere senza gravi problemi di salute e sufficientemente maturi da capire l’importanza dell’impegno e dove convogliare questa dedizione.

Poi è tardi. Poi dovrete sperare in un’altra vita. In questa, confinati ai livelli inferiori della scala sociale, attenderete invano le riforme degli ottimati di sinistra, che dall’alto delle loro carriere di successo pretenderanno di capire cos’è il meglio per voi e di prendersene cura. Vi illuderete forse di contare qualcosa offrendo il vostro sostegno a qualche movimento di popolo, che infiamma le piazze gridando alla rivoluzione e giunto ad avere incarichi di governo tradirà le aspettative: come un camaleonte che cambia colore alle proprie squame, abbraccerà anch’esso il professionismo in politica.

Voi non farete mai parte dei risparmiatori. Non investirete in azioni od obbligazioni, il vostro dovere sociale sarà quello di consumare fin dove potrete. Nessun partito politico, di qualsivoglia orientamento, vi collocherà al suo centro: potrete essere elettori, se vorrete, mai eletti. E la vostra esperienza di vita, tra lavori umili e spesso saltuari e malpagati, carica del peso di troppi “si” che erano in realtà dei “no” soffocati, non lascierà alcuna traccia, come i sassi privi di pensiero. Ovviamente potranno esistere delle incomprensibili eccezioni. Ma anche queste saranno, come si suol dire, eccezioni che confermeranno la regola.

All’orizzonte, in Italia, appare un governo M5S-PD-LeU: io personalmente non mi attendo nulla, forse un poco più di umanità nei confronti dei migranti che giungono via mare fuggendo dalla guerra o guidati da aspirazioni di maggior benessere, forse un poco più di ipocrita umanità se questi migranti li ritroveremo sbandati nelle diverse città d’Italia o schiavi del caporalato nelle campagne per pochi euro l’ora e un materasso per dormire in un magazzino o in una tendopoli. Se la Libia destabilizzata dagli interessi neocoloniali francesi troverà finalmente pace grazie ad un’efficace opera diplomatica italiana sarà un bel risultato. Se si disinnescherà l’aumento dell’Iva senza aumentare la pressione fiscale sarà quasi un gioco di prestigio.

Poi il sole sorgerà come ieri. Poi correrà il tornaconto di depotenziare, se i sondaggi ne segnaleranno ancora il pericolo, il consenso alla Lega con una nuova legge elettorale più nettamente proporzionale (a costo d’una nuova ingovernabilità), poi correrà l’interesse di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. E di tutto questo, e di quello scritto al paragrafo precedente, vivranno i talk show politici, dettando tempi e modi del dibattito, interrogandosi sui tweet di questo o di quel leader in ascesa o in caduta, sulle narrazioni che hanno sostituito la carne viva della gente.

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